I servizi del Centro
Servizio per lo Studio e la Prevenzione dei Disturbi dell’Umore e del Suicidio
U.O.C. di Psichiatria, Azienda Ospedaliera Sant’Andrea - Cattedra di Psichiatria, Facoltà di Medicina e Psicologia, Sapienza Università di Roma. Direttore: Prof. Paolo Girardi, Ordinario di Psichiatria. Senior Professor di Psichiatria Roberto Tatarelli.
La U.O.C. di Psichiatria dell’Ospedale Sant’Andrea è allo stato attuale uno dei principali poli al mondo di ricerca scientifica nel campo del suicidio.
Help line: 06.33777740 attiva dal lunedi al venerdì dalle 9:30 alle 16:30
Gruppi di Psicoeducazione: l’attività si svolge il lunedi dalle 15,00 alle 16,30
Visite ambulatoriali e colloqui di sostegno: ogni martedì dalle 15. È possibile prenotare contattando il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 11:00 alle 12:00 il numero 0633775675.
Il Centro è coordinato dal prof. Maurizio Pompili, referente italiano della IASP.
Dipartimento di Psichiatria, Ospedale Sant’Andrea
Via di Grottarossa, 1035
00189 Roma
Tel: 06/33775675
Email: maurizio.pompili@uniroma1.it , prevenireilsuicidio@uniroma1.it
www.prevenireilsuicidio.it
vedi anche www.iasp.info
Perchè contattare il nostro Servizio?
Il Servizio offre:
- interventi diretti alla popolazione generale divulgando gli elementi fondamentali per prevenire il suicidio e proponendo una sana e scientifica informazione sul fenomeno del suicidio;
- strumenti di maggiore utilità alla comunità scientifica e per il clinico nella valutazione, predizione e prevenzione del suicidio;
- formazione del personale sanitario in ambiente psichiatrico, presso scuole, centri anziani, forze armate, centri sportivi, medici di base, parrocchie, carceri;
- programmi diretti a coloro che hanno perso una persona cara a causa del suicidio. Il Servizio si dedica all’attività di ricerca, assistenziale e formativa. Successivamente avviene la presa in carico del paziente secondo modalità individuali e sulla base delle guidelines internazionali condivise dalla comunità scientifica.
I progetti di ricerca
Il Servizio è attualmente impegnato nei seguenti progetti di ricerca nell'ambito della prevenzione del suicidio:
- promuovere attività di informazione e sensibilizzazione;
- fornire formazione e collaborazione con i "moltiplicatori" (quali preti, insegnanti, forze dell'ordine, centri sportivi, medici di base, farmacisti ecc.)
- riunire e integrare risorse già esistente favorendo la cooperazione fra persone, servizi ed istituzioni nel contesto di una crescente solidarietà;
- condurre programmi di ricerca;
- promuovere la formazione di gruppi di auto-aiuto;
- garantire un servizio telefonico di sostegno psicologico attraverso la creazione di una help-line.
International Association for Suicide Prevention
L’International Association for Suicide Prevention (IASP), da poco tempo rappresentata anche in Italia, è un’organizzazione no profit rivolge a coloro che sono interessati a lavorare nella prevenzione del suicidio. I membri appartengono a varie categorie (clinici, ricercatori, lavoratori nei centri di crisi, volontari e persone che hanno perso un membro della famiglia a causa del suicidio) comunità, organizzazioni nazionali ed internazionali. Allo stato attuale i membri sono presenti in più di 50 nazioni e la IASP è affiliata all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come organizzazione chiave che si occupa della prevenzione del suicidio.
I principali obiettivi della IASP sono:
- fornire un terreno comune per tutte le figure che operano nella prevenzione del suicidio e permettere di acquisire esperienza in questa area nei diversi paesi, anche attraverso lo scambio della letteratura;
- promuovere la fondazione di organizzazioni nazionali per la prevenione del suicidio e facilitare la divulgazione dei fondamenti riguardanti tale prevenzione a professionisti e alla popolazione;
- organizzare training specialistici a persone selezionate nell’area della prevenzione del suicidio in centri chiave di addestramento o condurre programmi di ricerca, specialmente quelli che possono essere condotti con cooperazioni internazionali.
Il congresso biennale, la rivista Crisis, la newsletter e il sito web servono da tramite per gli scambi internazionali.
Diventare membri italiani della IASP è particolarmente emozionante grazie al coinvolgimento nelle attività di ricerca e di prevenzione messe a disposizione dalle iniziative del rappresentante nazionale. Oltre a tutte le persone sensibili, coloro che desiderano partecipare alla prevenzione del suicidio saranno coinvolti in addestramenti, pubblicazioni, partecipazioni a convegni ed altri incentivi.
Questo ci porta a concludere che muoiono più persone a causa del suicidio che per i conflitti armati di tutto il mondo e per gli incidenti automobilistici.
In tutte le nazioni, il suicidio è attualemte tra le prime tre causa di morte nella fascia di età 15 - 34 anni. Questo dato rappresenta una perdita di vite umane più alta rispetto alla perdita di vite causata da guerre ed omicidi ogni anno, tre volte la perdita di vite umane registrata nella tragedia dello Tsunami nel sud-est dell’Asia nel dicembre del 2004; inoltre ogni giorno muoiono a casua del suicidio l’equivalente delle vittime causate dall’attacco alle torri gemelle di new York l’11 settembre del 2001.
È dunque un fenomeno che non può essere ignorato e vi è la necessità di infrangere quel silenzio e quel composto, ma deleterio, sviamento dal tema attuato quotidianamente.
Il suicidio è altresì un evento profondamente traumatico e doloroso per coloro che restano in vita, per i familiari, per gli amici.
Ogni individuo, quindi, può fare qualcosa per aiutare a ridurre il numero delle persone che considerano il suicidio come soluzione al loro dolore mentale.
Il suicidio si può prevenire
La maggior parte degli individui con rischio di suicidio vogliono assolutamente vivere; non riescono però a trovare possibili alternative ai loro problemi. La maggior parte degli individui emette chiari segnali inerenti la loro intenzione suicida, ma spesso gli altri non colgono il significato di tale messaggio oppure non sanno come rispondere alla loro richiesta d’aiuto.
Parlare del suicidio non induce nell’altro un proposito suicidario; al contrario, l'individuo in crisi e che pensa al gesto si sente sollevato ed ha l’opportunità di sperimentare un contatto empatico.
La sfida della prevenzione del suicidio dovrebbe essere intrapresa dalla collettività.